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posted by Giu 29 settembre 2006
LAVORI IN CORSO

Chiedo scusa ai visitatori di questo blog per la prolungata mancanza di aggiornamento. Prometto di sistemare le cose entro una settimana. Excusez-moi s'il vous plait...

posted by Giu 18 settembre 2006
NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA...

...è lì che dovrebbe stare la bellezza. Di solito questo detto viene usato per affermare che si è belli nella misura in cui si viene apprezzati come persone. Bisogna dire che c'è una gran parte di verità in questo.
Ma se provassimo a capovolgerne il senso?
La bellezza è negli occhi di chi guarda... la bellezza potrebbe anche stare nelle persone che guardano.
Guardare è l'atto visivo in cui è presente una grande componente attiva. E' diverso dal vedere, che può essere anche casuale, passivo.
Guardare è esplorare con lo sguardo, soffermarsi, soppesare, osservare, contemplare. Addirittura in spagnolo, portoghese e catalano, guardar significa serbare, proteggere, metter via, ed anche nascondere. In francese regarder vuol dire posare la vista su qualcosa, ma anche considerare, e riguardare, appunto. Deriva da guarder, prendersi cura, conservare, mantenere, sorvegliare.
Se cerchiamo l'origine etimologica di questa bellissima parola (!), troviamo su
www.etimo.it che deriva dall'antico sassone. Intrigante.
Guardare deriva da var, radice che riunisce tutti questi significati. E' rimasto in varie parole tedesche, nell'inglese con ward, guardia, ed era presente anche nel greco Forao, da cui il verbo orào (scusate la mancanza di lettere greche).
Chi usa gli occhi per considerare, riflettere, fare attenzione alle cose, è la persona che ha cura, conserva, vigila, custodisce dentro di sé la bellezza che trova nel mondo.

posted by Giu 13 settembre 2006
IO NON HO PAURA


La citazione ammanitiana e salvatoresca dovrebbe verosimilmente stamparsi sulla vostra retina ed indurvi inconsciamente a non essere così timidi, umili e/o agnostici rispetto alla tecnologia...
Cosa spaventerà le mie stimate conoscenze, non permettendo loro di lasciare commenti?
Sparo:

  1. la mancanza di tempo: la scusa preferita dagli italiani (nonché, in generale, da me). In modo particolare dagli Occupati, dai Lavoratori, dagli Emigrati e dai Cervelli in Fuga (gioco: cercate di capire a che categoria appartenete).
  2. l'eccessivo misticismo dei post fino ad ora pubblicati: in tal caso non posso recriminare più di tanto. Comunque, se vi riconoscete in questa motivazione, avreste se non altro potuto inviare qualche sberleffo.
  3. lo snobismo nei confronti di un blog non personalizzato, privo di repertorio fotografico, graficamente banale: questa può essere la motivazione dei vari smanettoni, da me ammiratissimi, di mia conoscenza. Abbiate fiducia, pure io l e n t a m e n t e migliorerò.
  4. la diffidenza mediatica di chi non ha mai frequentato un blog. Non temete, è semplice: qualunque cosa vogliate dirmi basta che clicchiate su Commenti alla fine del post che vi interessa; appare allora una schermata dove potete scrivere il testo. E' necessario identificarsi con una iscrizione (vi permette di essere interlocutori privilegiati di questo blog senza pericolo di virus, spam, o arresto), oppure potete commentare in qualità di anonimo (poi magari alla fine del testo firmate o vi date un nomignolo).

Pensate che prima di pubblicare il commento potete addirittura chiedere un'anteprima non vincolante. Così anche i Perfezionisti timorosi possono essere tranquilli e verificare se ciò che hanno scritto è corretto, simpatico, appropriato, sufficientemente profondo oppure offensivo...

Lascio a voi la parola!